La Frequenza di Rimbalzo : alcuni consigli per abbassare il valore

Frequenza rimbalzo La Frequenza di Rimbalzo : alcuni consigli per abbassare il valore
L’immagine qui sopra è il mio più grande vanto! Perchè? Andiamo con ordine cosicchè tutti, anche coloro che non masticano troppo questo argomento, possano comprenderlo.
In sostanza parliamo di Frequenza di Rimbalzo.

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Il significato

Chi monitora le statistiche con Google Analytics sa bene di cosa parlo o almeno dovrebbe. Si tratta di quella voce che va sotto il nome di Frequenza di rimbalzo e che risulta esere davvero un parametro importante per definire la bontà di un blog.
La Frequenza di Rimbalzo (o bounce rate) definisce semplicemente la percentuale di visitatori che terminano la visita dopo aver visualizzato solamente una pagina di un sito (non necessariamente la home page).
Una volta digerita questa facile definizione, capite perchè si tratta di un valore così importante e, soprattutto, perchè tanto più basso risulta tanto meglio è per il vostro blog.
Più alta è la percentuale e più sono i lettori che, accedendo (soprattutto da motori di ricerca) al vostro blog, lo abbandonano dopo aver consultato una sola pagina senza aver la curiosità/interesse di navigare in altre pagine. Davvero indicativo come fattore! Magari producete sforzi eccessivi per far arrivare utenti sul vostro blog (tecniche SEO, condivisione di articoli ecc) e poi li vedete vanificati perchè l’utente esce quasi subito (meno pagine viste, meno possibili click sui vari link pubblicitari, ad esempio).
Tenete presente che, di solito una FR intorno al 50% vengono già definite soddisfacenti, mentre sopra l’80% iniziano a essere preoccupanti. Infine, accanto alla FR, anche il valore indicato dalla voce ‘Tempo medio sul sito‘ è altamente significativo e, di norma, si considerano insieme per un giudizio complessivo.

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Come abbassare il valore

Un webmaster ha molte armi in mano per cercare di limitare la crescita del valore della FR Vediamo alcune possibili regole (meglio consigli, anzi) che, se applicate, possono favorire un abbassamento progressivo del valore della FR per le pagine web con significativi vantaggi per il vostro blog.

- Navigabilità : partendo dall’abc, è logico che un sito che non presenta facilità di navigazione invoglia davvero poco il lettore a proseguire. Mettete ben in evidenza i vari menù, le categorie o tag di cui si compone il vostro blog senza confondere graficamente le idee all’utente che vi accede. L’accesso alla home, ad esempio, dovrebbe essere evidenziata bene in ogni pagina del vostro blog (sarebbe buona norma che, se avete un’immagine nell’header, questa linki alla Home).
- Leggibilità : altro fattore basilare quanto scontato. Una pagina web deve, soprattutto, essere leggibile oltre che navigabile. Non parlo solo di chiarezza espositiva, ma anche di impatto grafico con il contenuto, font utilizzato, immagini a corredo di un post e simili. Insomma tutto quello che, prima di leggere il testo di un articolo, colpisce il lettore al primo impatto.
- Link interni : non scopro l’acqua calda nel consigliarvi di utilizzare link interni nei vostri post. Se sono logicamente ben posizionati, costituiscono un invito allettante per il lettore.
- Articoli Correlati : o che potrebbero interessarti. Insomma, le voci che di solito si piazzano a fine post e che, dovrebbero, invogliare il lettore a proseguire la visita al vostro blog con la lettura di articoli legati a quello letto. Strumento sempre molto valido.
- Contenuti : da questo non si scappa. Se i vostri contenuti sono poco interessanti, scopiazzati, mal posti ecc non c’è consiglio o accorgimento che tenga. Il lettore difficilmente continuerà a perder tempo su un blog che non lo stimola per nulla

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Google e la Frequenza di Rimbalzo

E ora sorge spontanea la domanda : come considera Google il valore della FR nell’ambito del posizionamento delle pagine web all’interno delle sue SERP. Un tasso di abbandono elevato e in tempi troppo brevi (magari sotto i 30 secondi), potrebbe far infatti supporre che l’utente non trovi affatto utile e interessante la pagina web che sta visitando e,quindi, Google potrebbe pensar bene di farla scendere di posizione.
Al momento queste sono solo supposizioni, ma, l’aver piazzato in bella mostra su Google Analitycs questa voce, fa pensare che qualche peso debba pur averlo.

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Approfondimenti

Due blog autorevolissimi da cui ho preso qualche spunto per scrivere questo post e su cui trovate approfondimenti dell’argomento trattato :

- Tagliaerbe

- SeoMoz

4 Commenti all'articolo

  1. Davide - 26 novembre 2009

    Buongiorno. Sono il possessore di un blog e volevo dirvi che questo articolo è stato molto interessante. Inoltre volevo chiedere come poter inserire in basso all’articolo una lista di articoli come quella creata da te. Grazie

  2. Pecciola - 26 novembre 2009

    Ciao Davide,

    grazie per i complimenti sull’articolo. Gli articoli in fondo al posto sono frutto di un plugin per wordpress chiamato WordPress Related Posts che trovi facilmente su Google.
    A presto!

  3. StumbleUpon : la guida finale per imparare ad usarlo ed ottenere più traffico | Pecciola - 28 giugno 2010

    [...] di cui ci si lamenta più spesso in relazione a questo strumento è l’altissima percentuale di frequenza di rimbalzo generata sui vari blog. Questo può esser anche logico perchè l’uso veloce e casuale del [...]

  4. Consigli e strumenti per conoscere cosa vogliono i lettori del tuo blog | Pecciola - 21 luglio 2010

    [...] di rimbalzo – della sua importanza avevo già parlato, ma riferita ad ogni singolo articolo si rivela ancora più efficace e basilare come parametro. Io [...]

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