8 errori SEO da evitare per non incorrere in penalizzazioni

seo mistakes 8 errori SEO da evitare per non incorrere in penalizzazioni

Quando si parla di SEO, il discorso si fà sempre delicato. Supponiamo che abbiate comunque raggiunto importanti obiettivi in tale ambito. Avete ben posizionato il vostro blog per alcune chiavi di ricerca e, in quanto ad accessi portati da Google, non vi potete certo lamentare. Situazione rosea, insomma, che vi è costata sacrifici e fatica.

Ma, come si suol dire, il difficile viene ora.

Occorre, costantemente, porre attenzione a tutte le diverse situazioni che riguardano la SEO per evitare di buttare all’aria quanto di buono fatto per qualche sciocchezza o dimenticanza apparentemente banale e insignificante,ma che al contrario potrebbe rivelarsi letale.

L’elenco qui sotto è un riassunto di alcuni aspetti SEO da controllare e verificare spesso per non ritrovarvi penalizzati nella SERP senza nemmeno accorgervi di quanto accaduto.

  1. Come sapete, il file .htaccess riveste un ruolo importante per la configurazione a livello di directory. Le informazioni in esso contenute sono applicate solo alla directory di appartenenza e a tutte le sue sottodirectory. Un file .htaccess corrotto, ‘hackerato’ o modificato male non sarebbe, alla lunga, ben visto dai motori di ricerca e il tutto potrebbe portare anche a penalizzazioni. Controllatelo spesso e, soprattutto, se dovete modificarlo fatelo con cura e con i giusti strumenti.
  2. Anche il file robots.txt riveste importanza basilare al riguardo. A maggior ragione rispetto al suo collega .htaccess perché contiene delle regole utilizzate dagli spider dei motori per applicare restrizioni di analisi sulle pagine di un blog. Capite come un file robots corrotto o che contenga delle restrizioni particolari potrebbe risultare penalizzante.
  3. I contenuti duplicati sono una delle ‘piaghe’ più ostiche, a livello SEO, per un blogger. Spesso non ce ne accorgiamo e viviamo sereni pensando che il nostro blog ne sia esente. Questo articolo individua le possibili cause e fornisce alcuni strumenti di cura per un aspetto che, se non curato a dovere, risulta molto negativo per il vostro blog.
  4. Ne parlavo tempo fà in questo post.  Ormai la velocità di caricamento di una pagina web è uno dei fattori di ranking della pagina stessa. Troppi indizi mostrano chiaramente come Google stia orientando i suoi algoritmi in tale direzione e, quindi, anche il blogger deve necessariamente non tralasciare questo aspetto.
  5. Una strategia abbastanza diffusa dalla maggior parte dei blogger risiede nel famoso link building. Ma attenzione. Nonostante Google preferirebbe che i webmaster non acquistassero link sugli altri siti, sembra ormai essersi arreso a questo fatto purché non sia un’azione esagerata e, soprattutto, sia diluita nel tempo. Se, ad esempio, pensate che acquistando molti link in poco tempo possa portare vantaggi evidenti, vi sbagliate di grosso. Google, su tutti, non vede mai di buon occhio azioni massicce e rapide come questa e, invece di premiarvi, agisce al contrario.
  6. Si chiama keyword stuffing. Anche se ancora non sono ancora oggettivamente dimostrati gli svantaggi, si intuisce che abbondare in fatto di keywords nuoce gravemente alla SEO di un blog. Si parla di penalizzazioni pesanti e, provato sulla mia pelle in un altro blog, esagerare con le keyewords all’interno di una pagina non porta a nulla, anzi.
  7. Anche in tal caso, purtroppo, tutto provato drammaticamente. La pubblicità (intesa come vendita di link e banner) non è vietata da Google anche se bigG incoraggia l’uso solo di Adsense, logicamente. Ma la presenza di link a siti di gioco, casinò, scommesse, siti porno e simili (soprattutto se presenti nella Home) provoca, inevitabilmente, penalizzazione pesante della pagine interessata e di tutto il blog in generale. Il tutto avviene molto lentamente. Anche se per voi sembra non succeda nulla, il tempo darà ragione a Google che penalizzerà inesorabilmente il vostro blog retrocedendolo nella SERP.
  8. Potete anche non crederci, ma ho saputo che esistono alcuni plugin SEO per altrettanti CMS (Wordpress, Joomla ecc) che, invece di provvedere all’ottimizzazione automatica delle pagine web, hanno ‘sporcato’ la pagina stessa con svantaggi enormi. Si tratta, va precisato, di plugin poco conosciuti e poco affidabili che non fanno bene il loro lavoro. Consiglio : affidatevi solo a plugin ben noti di cui esistono pareri positivi e documentazione dettagliata.

Accanto a questi 8, vi sono, senza dubbio, altri aspetti minori troppo spesso sottovalutati. Se volete, potete contribuire con i commenti personali.

2 Commenti all'articolo

  1. G.Di - 4 settembre 2010

    Ottimo post. Purtroppo ho avuto a  che fare con il primo dei punti che hai citato, causato dall’installazione di un plug-in. Nel giro di una settimana la SERP del sito in questione è arrivata allo zero assoluto.
    Saluti e buon lavoro.

  2. Pecciola - 4 settembre 2010

    @G.Di : grazie a te!

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