Ormai non ci si può più nascondere e occorre ammettere che, senza ombra di dubbio, Twitter è uno degli strumenti più importanti per veicolare traffico sui nostri blog. I 75 milioni di utenti raggiunti dalla piattaforma di microblogging nell’ultimo mese parlano chiaro, direi.
Logicamente, come in altri casi, il fattore SEO collegato a questo strumento riveste importanza notevole e bisogna porre attenzione a come utilizzare Twitter al meglio per ottenere vantaggi enormi.
In questo articolo ho cercato di riassumere alcuni aspetti fondamentali che ogni utente che vuol pubblicizzare un blog o altro su Twitter dovrebbe tener bene a mente. Volevo premettere che non tratterò di strumenti o servizi che aiutano a diffondere su Twitter i vostri contenuti, ma più precisamente saranno affrontati alcuni dei più importanti aspetti SEO collegati a questo servizio.
Ottimizzare il profilo
Il fatto che il mio username Twitter (o nickname che dir si voglia) compaia tra i primissimi risultati della SERP di Google la dice lunga. Chi vuole conoscerci meglio tramite lo username, quindi, potrebbe tranquillamente accedere al nostro account Twitter e sarà proprio quello il primo punto di intervento da ottimizzare.
Nulla di complicato poiché occorrerà solo ottimizzare il suddetto profilo scegliendo un nome utente adatto (magari al vostro brand o strategia di marketing). Nel mio caso, ho scelto lo stesso nome del mio blog, ad esempio, in modo da avere come URL-Twitter personale http://twitter.com/pecciola.
Evitate, pertanto, username che poco hanno a che fare con il vostro blog o con lo scopo principale per cui volete ottenere visibilità su questo social. Stesso discorso per il nome legato all’account
Essendo il nome la prima cosa che compare all’inizio dei tweets indicizzati da Google, è importante effettuare una scelta sensata e dare importanza alla cosa. In molti casi, si leggono nomi che hanno poco senso e sono slegati dall’autore, a mio avviso.
Per quanto riguarda la biografia legata al profilo che compare quando si accede alla home dello specifico account, è importante che sia descrittiva e contenga informazioni utili al fine di conoscere bene e meglio la persona fisica che c’è dietro uno specifico username. Non lasciatela in bianco!
Ultimo, ma non meno importante, ricordatevi di inserire la URL del vostro blog nei settings del vostro account. Anche se Twitter usa l’attributo nofollow, pur tuttavia è sempre un modo in più per veicolare traffico verso i vostri contenuti.
Ottimizzare i tweets
Come intuibile dall’immagine precedente, la parte più importante, in ambito SEO, dei vostri tweets è costituita dai primi 40-42 caratteri che includono, come detto, l’account name e i caratteri iniziali di ogni tweet. Ecco perché diventa fondamentale piazzare le keywords più rilevanti all’inizio del tweets per aiutare quest’ultimo a salire nei risultati di ricerca.
In sostanza volendo dar risalto alla keyword disegnare un logo, meglio scegliere ‘Disegnare un logo : 10 siti dove…..’ piuttosto che ‘10 siti di riferimento per disegnare un logo…’.
Veniamo ora agli hastags. Anche se penso di saper utilizzare abbastanza bene questo strumento, forse ha trascurato troppo l’aspetto legato al cancelletto # (hashtags) che, piazzato davanti ad una parola la cataloga e fornisce una sorta di connessione tra tweet che par lano dello stesso argomento.
In sostanza, se io scrivo #facebook, il mio tweet sarà automaticamente elencato nelle ricerche degli utenti con la keyword “facebook”. I motori di ricerca considerano gli hastags quasi come fossero keymords metadata.
Capite bene l’importanza e la portata di questo aspetto. Per scender meglio in dettaglio, consiglio di usarlo poco, ma bene seguendo questi consigli rapidi :
- Seguite l’account @hashtags su Twitter : il principale motore di ricerca dedicato proprio a questi metatag. Inoltre sarete automaticamente aggiunti così da aver tracciati i vostri hashtag saranno tracciati.
- Sfruttate un #hashtags per sponsorizzare un evento o per fornire spunti utili. Evitate di creare confusione e usate gli #hashtags solo per dare valore ai vostri tweets.
- Cercate di utilizzarli soprattutto se volete dar risalto ad una notizia di attualità. Infatti, gli hashtag sono nati nel 2007 quando, in occasione dell’incendio della foresta di San Diego, Nate Ritter ha usato il tag #sandiegofire per distinguere i suoi upload.
- Potete inserire quanti hashtags volete perché non c’è una regola fissa anche se è preferibile seguire un criterio di valore ed eviatre inutili proliferazioni
Terminiamo l’argomento parlando di retweet. Poichè una delle possibilità di diffusione dei vostri contenuti e tweets è data dalla famosa “retweetability”, fate in modo di lasciar sempre spazio in un messaggio mantenendolo sempre intorno ai 120 caratteri ed evitando di sfruttare tutto fino al limite dei 140.
Infatti, il retweet aggiunge all’inizio un numero di caratteri che può variare ed è dato da “RT @yourname” dove, logicamente, al posto di yourname comparirà il vostro account name. Stimando il tutto in circa 20 caratteri totali, per una migliore leggibilità in fase di consultazione della SERP e per una migliore indicizzazione legata sempre al discorso delle keywords in risalto, cercate di porre attenzione a questo aspetto.
Io avrei finito…a voi i commenti!


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