Archivio della categoria ‘Attualità’

Il sito Poste.it nel 2009

Poste1 Il sito Poste.it nel 2009

Siamo a metà 2009 e il web dovrebbe essere entrato nelle menti della stragrande maggioranza della popolazione mondiale. In Italia anche. Il tentativo di incentivare la popolazione giovane e meno giovane ad utilizzare i servizi offerti dal web è sempre crescente anche per evitare code sesquipedali nei vari uffici pubblici. Logicamente continuano ad esistere alcune attività da portare a termine a diretto contatto con il personale fisico degli uffici,ma credo che un buon 50% si riesca, ormai, a sbrigare online con tutti gli ovvii vantaggi del caso.
Ciononostante, il sito delle Poste Italiane sembra ancora esser ben lontano da questo, ma non tanto per le attività messe a disposizione degli utenti sul sito, quanto (ancora più grave) per l’hardware e il software a disposizione : il messaggio che vedete in alto campeggia spesso e volentieri (da mesi ormai) dopo aver effettuato l’accesso al proprio conto corrente e si tenta di accedere ad uno dei servizi messi a disposizione.
Manco fosse il sito di Repubblica dopo aver annunciato la fine del mondo….

L’insegnante americana che punisce gli studenti che distribuiscono Linux

linux logo Linsegnante americana che punisce gli studenti che distribuiscono Linux

La storia che riassumiamo in questo post riesce a dimostrare fondamentalmente due cose su tutte : spesso laddove ci si aspetta un contributo educativo arriva invece l’esatto contrario e
Un’insegnante di Austin (Texas) ha punito uno dei suoi studenti che, recentemente, distribuiva a compagni e amici varie copie della distribuzione HeliOS di GNU/Linux ritenendo illegale l’operazione. Non paga, l’insegnante ha anche contattato il responsabile dell’ Helios Project, Ken Starks via come volesse accusare anche lui per tale grave atto.
Per fortuna Starks ha risposto pesantemente alle accuse dell’ottusa docente, ma tanto per farvi capire a che livello di idiozio era arrivata la donna vi riporto alcune frasi della lettera scritta a Starks :

Signor Starks, sono sicura che lei creda profondamente in ciò che fa, ma non posso supportare i suoi sforzi o permettere che questi avvengano nella mia classe. A questo punto, non sono sicura che ciò che sta facendo sia legale. Nessun software è free (ovviamente credo sia troppo pretendere che sappia di cosa si tratti, NdR) e la diffusione di tali concetti errati è dannosa.[…]
Questo è un mondo in cui Windows è presente virtualmente su ogni computer e tirare su una carnevalata per un sistema operativo non aiuta di certo questi bambini. Sono sicura che se lei avesse contattato Microsoft, la ditta sarebbe stata ben felice nel darle supporto fornendole copie di una vecchia versione di Windows[…]

Voler parlare ed impartire lezioni su argomenti di cui si misconoscono le basi (come in questo caso) è segno evidente di arroganza oltre che di maleducazione. Indubbiamente a noi del Vecchio Continente ci consola (per così dire) il fatto che il tutto sia accaduto nelgi Stati Uniti…a buon intenditor poche parole!

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La lenta morte della Carta Stampata


pcmag digital La lenta morte della Carta Stampata


La notizia ufficializzata tramite questo annuncio segna una svolta davvero storica nell’ambito dell’evoluzione carta stampata-Internet.
Una delle più note (se non la più nota) riviste di IT venduta in tutto il mondo annuncia ufficialmente la fine dele pubblicazioni della rivista su carta e afferma che renderà disponibile solo la versione digitale. PC Magazine dopo 27 anni di continue pubblicazioni, da Gennaio 2009, sarà solo ‘PC Magazine Digital Edition’ e da Febbraio 2009 abbonati e non potranno trovarla e leggerla soltanto nelle loro Inboxes. Siamo dinanzi ad un cambiamento radicale e, in un certo senso, storico, anche se già dal 2002 era disponibile una versione digitale della rivista. Le motivazioni esplicate dal capoufficio stampa Ziff Davis sono chiare e fanno riflettere sul futuro dell’editoria in generale. Davis sostiene che per una rivista mensile come PC Magazine, la versione cartacea è sempre in ritardo nei confronti della versione digitale specialmente in un mondo frenetico come quello del business tecnologico. Non ne fa, pertanto, una motivazione economica o di risparmi, ma di tempestività. Una versione digitale consente all’utente un approccio immediato ai contenuti della rivista che, se consultati dopo qualche tempo, rischiano di diventare obsoleti rispetto ad un mondo in continua e incessante evoluzione. Molti altri editori hanno sperimentato e continuano a farlo versioni digitali delle loro riviste-giornali. Il New York Times, ad esempio, ha la sua applicazione Times Reader che permette la lettura offline del giornale. Ma nessuna testata di così ampia diffusione ha mai preso in considerazione l’idea di abbandonare in toto il supporto cartaceo. Sono molte le osservazioni che si potrebbero fare al riguardo, ma spero che ne nasca un dibattito tra voi lettori


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Quanto guadagna uno spammer?

spam Quanto guadagna uno spammer?


E’ una domanda che mi sono sempre chiesto e che non ha mai trovato risposta precisa. Quante mail di
spam vanno a ‘bersaglio’? Nel senso, quante mail permettono agli spammer di guadagnare? Leggendo questo articolo ho scoperto che uno studio apposito è stato effettuato ed è arrivato anche a significativi risultati.

La ricerca arriva direttamente dall’Università della California, Berkley, UC e da quella di San Diego che hanno analizzato il fenomeno spam davvero da vicino arrivando ad una conclusione che fa comunque riflettere. Infatti, questa ricerca arriva a dimostrare che servono almeno 12 milioni e mezzo di e-mail spazzatura perchè un utente ci caschi in pieno o, quantomeno, legga il messaggio con un minimo di interesse non pensando al tranello che vi si cela. Per ottenere risultati attendibili i ricercatori hanno messo in piedi una rete nella quale dei computer emulavano l’invio di e-mail spam con 350 milioni di messaggi spazzatura in soli 26 giorni. Da questo test di simulazione si è arrivati alla conclusione che solamente lo 0.00001% clicca sugli annunci farmaceutici che propinano e pubblicizzano farmaci vari tra cui Cialis e Viagra. La prima riflessione è che tale risultato potrebbe davvero sembrare irrisorio per gli spammer che, invece, considerata la mole di spazzatura inviata possono arrivare a guadagnare almeno 7,000 dollari al giorno. Si è anche calcolato che quasi l’80% della posta elettronica inviata sia da considerare spam.
Così si ottiene una stima di quasi cento miliardi di e-mail spazzatura inviate ogni giorno. Sembrano numeri iperbolici, ma nessuno può davvero immaginre che giro di affari ci sia dietro a tale attività.


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