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Tutorial jQuery – Selettori di Base e Gerarchici #5

jquery thumb Tutorial jQuery   Selettori di Base e Gerarchici #5

Facciamo un passo indietro e, prima di addentrarci nel dettaglio di metodi e variabili, preferisco dedicare un articolo ai selettori, cuore di jQuery, cui solo all’inizio ho dedicato poche righe.

Come ampiamente sottolineato, il cuore di jQuery é l’oggetto $ cui occorre passare, come stringa, il selettore dell’elemento (o degli elementi) da ricercare nel documento.

Ecco che :

$(“.myClass”) indica tutti gli elementi con attributo class pari a “myClass”

Ma, come in un qualsiasi foglio di stile, potrete indicare anche più di un selettore per individuare più elementi :

$(“.myClass, #myId, ul#menu li”) indica tutti gli elementi con attributo class “myClass”, quelli con id pari a “myId” e anche tutti gli elementi lista del menu “menu”

Ma questo non esprime tutto il potenziale jQuery che, oltre al modo appena mostrato per utilizzare anche più selettori contemporaneamente, possiede filtri speciali per snellire il codice e darci una mano nel lavoro.

Selettori di Base

Si tratta, in sostanza, di quanto appena visto, cioè l’uso di selettori semplici sfruttando le combinazioni di tag, classi e id :

$(“a”) indica tutti i link nel documento
$(“a.external”) indica soltanto i link con classe “external”

$(“p”) indica tutti i paragrafi nel documento
$(“p.myClass”) indica soltanto gli elementi <p> il cui valore di classe sia “myClass”

Oppure combinandoli insieme :

$(“a.external”,”p.myClass”)

Selettori Gerarchici

Un’altra possibilità molto interessante e sicuramente sfruttabile sta nel fatto di poter usare selettori gerarchici, ovvero poter ricercare elementi solo dentro altri elementi e non nel totale del documento. Tra i selettori gerarchici vediamo i più utili.

Un selettore gerarchico generico é del tipo : $(“.myClass a”) che sta ad indicare tutti gli elementi-link all’interno dell’elemento con class pari a “myClass”.

Un selettore gerarchico del tipo padre > figlio, invece, é del tipo : $(“ul > li”) che indica solo gli elementi di tipo lista che discendono dal tag ul

Altro selettore interessante é precedente + seguente, dove sono indicati tutti gli elementi che precedono direttamente uno specifico elemento: $(“label + input”) che indica tutti i tag input preceduti da un tag label

Infine, esiste precedente ~ adiacente, che seleziona tutti gli elementi direttamente adiacenti ad un elemento : $(“#myId ~ p”);

Selezionare per Attributi

Prima di passare, ma lo vedremo nella prossima lezioncina, ai filtri per selettori, esiste un’altra modalità per utilizzare i selettori, ovvero selezionare per attributi.

Prendiamo come riferimento il tag a dedicato ai link e prendiamo, ad esempio, l’attributo target che tra i suoi possibili valori può avere _blank, _parent, _self e _top

Qualora volessimo agire solo sui link che si aprono in una finestra diversa dall’originale, il nostro selettore per jQuery sarà del tipo : $(“a[target='_blank']“)

oppure $(“a[target !='_blank']“) nel caso opposto.

Logicamente potremo agire su qualsiasi attributo del tag a (href, title ecc) o di qualsiasi altro tag (label, input ecc) e combinare anche varie selezioni per attributi in un’unica chiamata.

Editor css con validatore integrato : BradSoft TopStyle

242g28j Editor css con validatore integrato : BradSoft TopStyle

Nella specifica sezione dedicata al css ho spesso segnalato alcuni tools o editor interessanti. Questo di oggi, forse poco conosciuto anche dagli utenti più geek, credo vada provato almeno una volta. Sto parlando di un software totalmente in inglese e compatibile con i principali OS Windows, noto come TopStyle, sviluppato da BradSoft. E’ un programma  la cui quarta release risulta essere tra le più competitive nell’ambito della gestione dei file CSS.

Il suo punto di forza risiede nell’opportunità di editare i file uploadati all’interno del proprio spazio FTP, senza la necessità di doverli ogni volta downloadare e caricare, in quanto dispone di un sincronizzatore.

La sua interfaccia grafica è estremamente elementare e rende questo programma semplice da utilizzare, soprattutto nella modifica dei fogli di stile ‘om the fly’. Adatto, pertanto, a coloro che amano veder subito i risultati delle loro modifiche.

BradSoft TopStyle può in aggiunta contare su un elenco di tutte le classi, al punto da non avere affatto bisogno di dover sfogliare l’intero documento per cercare le parti su ci effettuare le modifiche. Pesa solo 5,35 megabyte, é shareware e potete scaricarlo da qui : BradSoft TopStyle.

Tutorial jQuery – Il metodo toggle() #4

jquery thumb1 Tutorial jQuery   Il metodo toggle() #4

Il quarto appuntamento con jQuery prevede una lezione semplice, ma molto importante poiché si entra davvero nel vivo.

Dopo aver ben approfondito il tema eventi in jQuery, é d’obbligo passare ai metodi e, come per le scorse lezioni, mi soffermerò su uno dei metodi più importanti e sfruttabili per realizzare effetti utili ed interessanti con jQuery, vale a dire toggle()

Metodo Toggle()

Il metodo toggle() accetta uno o più argomenti, ognuno dei quali è rappresentato da una funzione. La sua potenzialità sta nel fatto che, al primo click verrà scatenata la prima funzione, al secondo, la seconda funzione e così via. Chi mastica di programmazione in generale avrà subito pensato al famoso costrutto switch e, in effetti, il concetto é quello.

Come vedrete e capirete con l’esempio, nella realizzazione di effetti con jQuery, questo metodo riveste un’importanza notevole.

Tutto é racchiuso in poche righe perché la sintassi é al seguente :

.toggle(f1,f2,….fn)

Vediamo subito un esempietto banale che utilizza il metodo toggle(). Proviamo a creare una pagina con all’interno due liste di città (italiane e straniere) che appariranno o scompariranno al cliccare sul titolo. Nulla di eccezionale, ma serve intanto a prendere dimestichezza con questo importante metodo.

Eccovi il codice html :

<html>
<head>
<link rel="stylesheet" href="esempio3.css" type="text/css" media="screen" />
<script type="text/javascript" src="http://ajax.googleapis.com/ajax/libs/jquery/1.4.2/jquery.min.js"></script>
<script type="text/javascript">
$(document).ready(function(){

$("#ITCitta").toggle(function() {
$("#cittait").addClass("nascondi");

},
function() {
$("#cittait").removeClass("nascondi");

});

$("#STCitta").toggle(function() {
$("#cittast").addClass("nascondi");

},
function() {
$("#cittast").removeClass("nascondi");

});

});
</script>
</head>
<body>

<div>
<p align="middle"> <img src="jquery.jpg" alt="jQuery" /></p>
<h1 align="middle"> Terzo Esempio jQuery </h1>
<h3 align="middle" id="ITCitta"> Città Italiane : </h3>
<ul id="cittait" class="lista">
<li class="rosso">Roma</li>
<li class="verde">Milano</li>
<li class="giallo">Napoli</li>
</ul>
<h3 align="middle" id="STCitta"> Città Straniere : </h3>
<ul id="cittast" class="lista">
<li class="rosso">Londra</li>
<li class="verde">Parigi</li>
<li class="giallo">Lisbona</li>
</ul>
</div>
</body>
</html>

Potete vedere la demo a questo link. Come già detto in precedenza, il primo click sul link scatena la prima funzione (e in tal si applica la classe “nascondi”), mentre il secondo click la rimuove e le due liste tornano nuovamente visibili.

Il relativo file css (esempio3.css) sarà banalmente :

body{

font-size:medium;
font-style:italic;
font-weight:bold;
color:red;

}

h3 {
width:300px;
border-width:1px;
text-aling:center;

}

.lista {
list-style:none;

}

.nascondi {
display:none;

}

Ho iniziato, anche se può sembrare strano, con un metodo particolare piuttosto che parlare dei metodi di base di jQuery. Mi farò perdonare nella quinta puntata!

Vi aspetto!

Creare testo “warped” con CSS e HTML : CSS3Warp

2nw33vd Creare testo “warped” con CSS e HTML : CSS3Warp

CSS3Warp è un cosidetto ‘proof of concept’ ovvero a prova di concetto. Il servizio consente di sfruttare tutta una serie di innovative proprietà legate allo standard Css3 per  creare testo deformato che segue un percorso irregolare. Il tutto, in un codice finale che é puro CSS e HTML.

Infatti, si basa, come detto, su proprietà come : rotazione, inclinazione, matrice ecc, riuscendo ad applicare le trasformazioni corrette ad ogni singola lettera e potendo, così, creare l’illusione di testo che segue un percorso.

Utilizzarlo è decisamente semplice : occorre solo digitare il testo nel modulo web, fare clic su “Warp It!” e passare, quindi, a modificare il percorso come più si addice alle vostre esigenze.

È possibile allegare il testo in un cerchio, aggiungere o eliminare punti o anche cambiare posizione, l’angolo e il raggio del cerchio. Quando avrete finito, fate clic su “Genera codice” ed avrete bello e disponibile da copiare e incollare il CSS e l’HTML relativo.


Tutorial jQuery – Ancora sugli eventi #3

jquery thumb Tutorial jQuery   Ancora sugli eventi #3

Terzo appuntamento con questo tutorial dedicato a jQuery e secondo consecutivo dedicato agli eventi dopo che nella passata lezione abbiamo introdotto il concetto di evento con un esempio semplice, ma già ben esplicativo.

Metodo bind()

Se avete ben digerito l’argomento evento in jQuery, dopo aver visto all’opera l’esempio numero due, avreste potuto sollevare la domanda : ma, invece del metodo bind(), nell’esempio non potevamo utilizzare il classico evento semplice legato al collegamento?

Ovvero, invece che scrivere :

$(“.verde”).bind(“click”, function() {
$(“#quadratino”).removeClass().addClass(“bgverde”);

});

avremmo potuto leggermente semplificare il codice scrivendo quanto appreso nella prima lezione, ovvero :

$(“.rosso”).click (function() {
$(“#quadratino”).removeClass().addClass(“bgrosso”);

});

Il metodo bind(), pertanto, può spesso essere sostituito con altri metodi-scorciatoia a meno di due situazioni. In primis, qualora volessimo collegare due eventi ad una stessa funzione. Infatti, nel primo caso, avremmo potuto scrivere, legando due eventi :

$(“.verde”).bind(“click mouseover”, function() {
$(“#quadratino”).removeClass().addClass(“bgverde”);

});

cosa che diventava difficile, o meno snella, da scrivere utilizzando l’opzione dell’evento-funzione click.

In secondo luogo, il metodo bind diventa indispensabile qualora volessimo passare dei parametri alla funzione. Guardate all’opera questo esempio tenendo a mente che, in questo caso, come secondo argomento il metodo bind() accetta un oggetto JavaScript con dei dati ricavabili dalla proprietà .data di event.

Metodo load() e ready()

Ultimo cenno, prima di passare oltre, é obbligatorio per il ruolo ricoperto da load() e ready().
Si tratta di due metodi molto sfruttati dagli sviluppatori jQuery perché consentono di agire su due momenti importanti collegati al caricamento della pagina.

Infatti, load() permette di mandare in esecuzione una funzione solo dopo il caricamento totale e completo della pagina (fogli di stile, script e grafica compresa). Spesso lo si usa con l’oggetto window:

$(window).load(function () {
alert(‘Pagina caricata completamente!!’);
});

Il metodo ready(), invece, é utile qualora si voglia attendere non che tutta la pagina sia completamente caricata (ad esempio, le immagini), ma solo il DOM.
Eccovi un esempio classico :

$(document).ready(function() {
alert(‘Il DOM é stato caricato’);
});

E’ chiaro come racchiudere l’argomento eventi in due solo lezioni é ostico, ma credo abbiate comunque potuto cominciare a prendere confidenza con la sintassi di base di jQuery.

Prossimo appuntamento con funzioni e variabili.

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