Image Tools: plugin Firefox per manipolare, estrarre e ritagliare le immagini

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Utenti di Mozilla Firefox, a me gli occhi. Eccovi Image Tools, un’utility davvero interessante, soprattutto se gestite un sito o un blog, perchè consente di effettuare diverse operazioni sulle immagini in modo estremamente agevole, in quanto nella sua interfaccia grafica possono essere convertite, ruotate, ridimensionate, cambiate di colore grazie ad appositi filtri, modificate con un watermark, ecc.

L’applicazione è portatile e quindi non necessita di essere installata. Effettuato il suo download come add-on di Firefox, per il corretto utilizzo di questo programmino, occorrerà fare click sul tasto main in alto, poi su add images per aggiungere le immagini, specificando la cartella (e ove vi fossero eventuali sotto-cartelle).

Una volta analizzato il contenuto, le immagini saranno visualizzate come miniature. Grazie a Image Tools si possono anche ritagliare le foto, ottimizzarle, cambiare il colore applicando vari effetti (effetto seppia, negativo, grigio). I formati delle immagini supportati sono BMP, GIF, JPEG, TIFF e PNG.

Image Tools è pienamente compatibile con Windows Vista e Windows 7. L’applicazione, è naturalmente freeware e per il suo corretto funzionamento necessita di .NET Framework 4.0 .

Gli 8 migliori strumenti e servizi web per gestire followers su Twitter

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In questa settimana torniamo sul tema Twitter per la seconda volta dopo aver presentato 4 plugin Firefox per Twitter. In molte circostanze gestire un numero notevole di followers su Twitter potrebbe apparire di primo acchitto una operazione non proprio semplice, giacché ogni utente necessita di capire perchè i propri fan sono attivi, essere a conoscenza degli aggiornamenti dei propri tweet, se si è seguiti soltanto dagli amici, dai colleghi, dai familiari oppure se i propri fan dibattono delle argomentazioni che destano il tuo interesse. In realtà, però, esistono alcuni strumenti gratuiti che consentono di gestire senza alcuna difficoltà un grande numero di followers sulla principale piattaforma di microblogging.

Con l’articolo di oggi intendiamo presentare 8 strumenti web based, utili per la gestione dei followers su Twitter.

  1. Manageflitter: inizialmente noto come ManageTwitter, è in grado di sostenere i propri utenti nell’organizzazione della lista personale di followers su Twitter. La sua interfaccia grafica è davvero user-firendly, oltre che particolarmente intuitiva, in quanto un tasto rosso con il segno X simboleggia i followers inattivi, mentre la faccina triste sta a significare che qualcuno non sarà più un proprio followers.
  2. Who follows whom: uno strumento che consente ai suoi utenti di visualizzare i propri followers Twitter. Il suo funzionamento è estremamente elementare, perché basterà inserire 2 o 5 nomi utenti che si hanno sulla piattaforma di microblogging in questione all’interno della homepage di questo strumento e fare click su “cerca risultati”. In questo modo appariranno sul proprio schermo gli utenti che condividono interessi, hobby e quanto altro.
  3. Friend or follow: altro strumento che consente ai suoi utenti di visualizzare i propri followers Twitter, ma che in più, offre l’opportunità di catalogare coloro che stanno seguendo il profilo personale dell’utente sulla base di specifici parametri, quali ad esempio nome, età, ultimo tweet, ecc.
  4. Proxlet: valido tool, disponibile fino a questo momento soltanto come estensione del browser web Google Chrome, che facilita la gestione dei propri followers Twitter. In aggiunta presenta due funzioni : la prima è quella che disattiva gli utenti molesti, permettendo all’utente di focalizzarsi solo sui contatti che si intende ascoltare; la seconda va a filtrare le conversazioni hastag, soltanto mediante i collegamenti per rendere più personalizzato il proprio account Twitter.
  5. Mr.Tweet: il tool più utile se si vogliono cercare amici e fan che condividano passioni, hobby ed interessi.
  6. Your Tweeter Karma: utile un po’ come gli altri strumenti nella gestione dei propri followers.
  7. Twitoria: un tool specializzato nel ricercare amici che non utilizzano Twitter da un bel po’ di tempo.
  8. Twitterless: uno strumento che si serve di grafici che visualizzano la cronologia, i fan più attivi, consentendo all’utente una gestione ottimale dell’account Twitter.

E voi cosa ne pensate?

Via : Queness

Perdita Page Rank : possibili cause o motivi

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Da anni bistrattato e considerato un parametro obsoleto in via d’estinzione, alla faccia dei suoi denigratori, il Page Rank resta, ancora oggi, un valore importante essendo un vero giudizio che Google assegna ad una pagina web.

Resta, a quel che vedo leggendo forum e altro, un parametro basilare per comprare o vendere domini, spazi pubblicitari, links e molto altro. Nonostante queste considerazioni, considerate il fatto che il posizionamento nei motori di ricerca di un blog dipende sempre più da altri fattori come la qualità dei contenuti, il lavoro SEO che vi sta dietro e altro.

Ma, ciononostante, veder abbassarsi, dopo un aggiornamento da parte di Google, il Page Rank, comporta sempre un fastidio anche perché ci si chiede subito quali potrebbero essere le principali cause per questa specie di penalizzazione e, soprattutto come evitarle o porvi subito un rimedio.

Anche se nulla é assodato, eccovi un elenco di alcune cause, negligenze o disattenzioni che potrebbero davvero portarvi ad una penalizzazione di Google in fatto di Page Rank che, va detto, potrebbe essere anche associato, nei casi più gravi, anche ad un peggioramento delle posizioni nel ranking del vostro blog.

Links corrotti, sospetti o di spam

Il tema links é basilare in tale ambito. Tanti e tali sono all’interno delle nostre pagine che, vien da pensare, saranno tutti sani e puliti?

Iniziamo col dire che a Google, le pagine infarcite di links non piacciono. Alla base di questa visione c’è sia un discorso legato ad una poca qualità dei contenuti in pagine strapiene di links e sia un discorso, mal visto da BigG, legato al tentativo di costruire la famosa strategia di scambio link reciproco. Si dice, dichiarazioni ufficiali fino ad un certo punto, che il numero di link in una singola pagina non dovrebbe superare il centinaio. Prendiamola con le molle, ma il concetto é abbastanza chiaro. Pensate che links son considerati tutti, dalle immagini, agli ads adsense e via dicendo…non pensate siano solo i due o tre links esterni del vostro post.

Discorso analogo per i famosi link che portano a pagine inesistenti o rimosse e presentano un bel 404. Per Wordpress, ad esempio, esiste questo plugin per scovarli e rimuoverli.

Infine, non meno grave il discorso per i links a pagamento oppure verso siti di spam, viagra, casinò, scommesse e simili. Insomma, ogni link ha una storia a se, valutateli tutti bene e con attenzione prima di inserirli nelle vostre pagine.

Backlink

Pare logico come, essendo il Page Rank basato soprattutto sul numero di links in entrata ricevuti da una pagina, se questi dovessero venir meno, il Page Rank scemerebbe di conseguenza. Inoltre, é preferibile aver backlink ben distribuiti nel tempo, piuttosto che averne, ad esempio, 500 risalenti a 5 anni fa e poi il nulla.

Contenuti Duplicati

Direi che questo concetto dovrebbe essere assodato anche perché ne ho parlato davvero molte volte e ho già presentato alcune soluzioni al problema dei contenuti duplicati. Gli algoritmi di Google scovano facilmente le pagine duplicate e chi ha copiato penalizzando decisamente il blog responsabile che ospita quei contenuti. Quindi, evitate nel modo più assoluto e non solo per evitare penalizzazioni di Page Rank, ovviamente, ma soprattutto per una questione di correttezza che, direi, dovrebbe essere scontata.

Lentezza di caricamento dei contenuti

Tutta una serie di indizi avevano dato quasi per certo il fatto che Google stesse cercano di ‘premiare’, in un certo senso, quei blog le cui pagine avessero tempi di caricamento rapidi. Di conseguenza, sempre nel famoso discorso del web ‘mordi e fuggi’, lo stesso Google tende a penalizzare in vari modi (Page Rank compreso), quei blog che non curano questo aspetto rendendo la navigazione al loro interno davvero pesante e piena di tempi di attesa inaccettabili. Attenzione perché in questo discorso potrebbe anche rientrare l’hosting che ospita il nostro sito o blog. Infatti, una cattiva gestione del server su cui é ‘hostato’ un blog potrebbe essere una delle cause della lentezza nel servire pagine web. Assicuratevi, se non avete un server di proprietà, che l’hosting non abbia eventuali responsabilità in questo discorso e, comunque, misurate la velocità di caricamento delle vostre pagine web.

Cloaking

Con il termine cloaking si intende, qualora non lo sappiate con precisione, una tecnica con cui un blogger mostra, sfruttando il javascript o simili, un contenuto diverso a seconda se chi vi acceda sia uno spider di un motore di ricerca o un utente normale. Lo scopo primario é far vedere al motore di ricerca un contenuto magari infarcito di keywords diversi da quelli mostrati ai lettori o viceversa. Google vede davvero male questo tipo di atteggiamento.

L’elenco appena presentato, logicamente, tiene conto solo di quelle che possono essere le cause principali. Oltre queste ne esistono molte altre alcune delle quali anche molto poco note. Se volete aggiungere qualche considerazione, fatelo pure nei commenti…tutto ben accetto!

( Immagine by Site-PageRank Checker )

Tutorial jQuery – i metodi più importanti #7

jquery thumb Tutorial jQuery   i metodi più importanti #7

Quasi tutte le lezioni precedenti hanno avuto come scopo quello di poter selezionare, in jQuery e con i vari filtri del caso, un elemento della pagina (o meglio del DOM).

Ora, direi, é il caso di capire e conoscere quali sono i metodi di base che jQuery ci mette a disposizione per manipolare un elemento o un attributo. In questo articolo, mi limito ad elencarvi (con qualche riga di esempio) i metodi più importanti ed utilizzati su jQuery anche se i metodi messi a disposizione, come potete ben intuire, son moltissimi e adatti alle più disparate esigenze.

Dimensione di una selezione

Possiamo conoscere velocemente quanti elementi sono stati trovati tramite una selezione sfruttando sia il metodo size() oppure tramite la proprietà length() (classica degli array) :

<ul id=”menu”>

<li id=”mela”>Mela</li>

<li id=”arancio”>Arancio</li>

<li>Mango</li>

<li>Banana</li>

</ul>

var size1 = $(“li”).size();

var size2 = $(“li”).length;

ed utilizzarla, ad esempio, per eseguire del codice solo se la selezione ha dato come risultato un certo numero di elementi :

if (size2 > 2 ) {

// eseguire questo codice solo se ci più di due elementi

}

Estrazione di elementi

Dopo aver selezionato alcuni elementi, potremmo voler lavorare direttamente solo su alcuni di essi. Tra i metodi che potrebbero interessarci, di sicuro, il più interessante é il metodo get() che fornisce una collezione di elementi su cui possiamo agire come desideriamo :

var lista = $(“#menu li”).get();

Qualora, invece, fossimo interessati solo ad uno specifico elemento, occorre solo passare al metodo get() uno specifico indice per selezionare un particolare elemento del DOM:

var lista = $(“#menu li”).get(0); //solo il primo elemento della lista, cioè Mela

Restando in tema di elementi e posizioni, vi indico il metodo index() capace di restituire l’indice di un elemento rispetto a quelli selezionati. Logicamente, in tal caso, occorre specificare il riferimento preciso ad un elemento del DOM:

$(“#menu li”).index( $(“#arancio”) ); // ritorna 1 iniziando a contare da 0 (elemento Mela)

Ciclare gli elementi

Come nella stragrande maggioranza dei linguaggi, anche in jQuery risulta utilissimo conoscere il metodo che consente di ciclare gli elementi.

In jQuery, non potete fare a meno di usare each(), che consente, appunto, di applicare metodi e funzioni specifiche su ogni elemento della collezione :

$(“#menu li”).each(function () {

var id = this.id;

});

Noterete che nella sintassi compare anche this che rappresenta l’elemento specifico.

Aggiungere o rimuovere classi agli elementi selezionati

Un metodo che ci servirà in molte occasioni é a mio avviso quello che sto per presentarvi. Si chiama toggleClass(class, switch) ed aggiunge una classe all’elemento selezionato, se questo già non l’ha assegnata, altrimenti la rimuove.

La sintassi prevede un argomento obbligatorio, class, che rappresenta la classe che deve essere aggiunta oppure tolta e uno facoltativo, ovvero switch, che se valorizzato a TRUE aggiunge sempre la classe, nel caso di FALSE la rimuove sempre.

L’esempio é presto fatto soprattutto se avete seguito anche le lezioni precedenti di questo tutorial. Infatti, riprendendo l’articolo che trattava del metodo toggle, possiamo migliorare decisamente la parte di codice jQuery.

Quindi, prendendo la parte di codice jQuery dell’esempio relativo al metodo toggle :

$(document).ready(function(){

$("#ITCitta").toggle(function() {
$("#cittait").addClass("nascondi");

},
function() {
$("#cittait").removeClass("nascondi");

});

$("#STCitta").toggle(function() {
$("#cittast").addClass("nascondi");

},
function() {
$("#cittast").removeClass("nascondi");

});

});

questa, sfruttando toggleClass() diventerà, banalmente :

$(document).ready(function(){

$("#ITCitta").click(function() {
$("#cittait").toggleClass("nascondi");

});

$("#STCitta").click(function() {
$("#cittast").toggleClass("nascondi");

});

});

L’effetto che potete verificare qui resterà il medesimo poiché, come detto, il toggleClass aggiunge la classe ‘nascondi’ all’elemento selezionato, se questo già non l’ha assegnata, altrimenti la rimuove.

Nella prossima lezione, interrompiamo per un attimo la sequenza di argomenti e proporremo qualche primo esempietto simpatico e utile basandoci sui temi trattati finora.

Come creare fogli di stile css cross browser con CSSPrefixer

11alwf7 Come creare fogli di stile css cross browser con CSSPrefixer

La creazione di un foglio di stile, soprattutto dopo l’avvento del nuovo standard CSS3, può risultare un qualcosa di noioso e ripetitivo.  Infatti, il CSS3 prevede molti nuovi elementi e proprietà (border-radius e box-shadow, tanto per citarne qualcuno) che non sono supportati in modo identico dai vari browser con la conseguente e noiosa attività di riscrivere ogni proprietà in modo diverso per i principali browser.

E se questo lavoro lo facesse qualcuno al posto nostro?

CSSPrefixer è un’applicazione web gratuita e senza obbligo di registrazione, capace di effettuare questa modifica automaticamente. Usarlo é davvero banale : digitate il selettore o la proprietà da convertire nella textarea di sinistra e cliccate sul pulsante  “process >>” per ottenere il codice riformulato per ogni browser a disposizione da copiare e incollare.

Direi che é davvero utilissimo! Provate a questo link

Personalizzare smartphone Android : sms, mms, chiamate e notifiche Gmail

Android

Come potete leggere dal titolo di questo post, quello che voglio presentarvi é WhoIsIt per Android, un’app Android che vi consentirà di sapere chi vi sta cercando, senza dover necessariamente prendere di volta in volta il vostro telefonino in mano.

Ovvero, detto in parole povere, l’app permette in tutto e per tutto di personalizzare sms, mms, chiamate e varie notifiche sul vostro Android.

Grazie a WhoIsIt per Android, sarà possibile personalizzare la suoneria di ogni contatto inserito all’interno della rubrica del vostro telefonino. In aggiunta, sarà possibile andare oltre la suoneria della normale telefonata, in quanto gli utenti che lo volessero potranno sbizzarrirsi nel diversificare la sequenza di suoni che andranno ad assegnare a quello specifico contatto, a seconda che si tratti di SMS, e-mail, ecc. Il suo utilizzo è estremamente elementare, giacché tutto quello che l’utente dovrà fare è aprire l’applicazione, selezionare l’oggetto a cui si intende assegnare la nuova suoneria (Gmail, SMS, MMS, chiamate, etc.) e decidere qual è il suono e la vibrazione da assegnare.

Per il corretto funzionamento dell’applicazione, bisognerà disabilitare le funzionalità standard di avviso; nel momento in cui avrete portato a termine installazione dell’applicazione, occorrerà impostare su “muto” gli avvisi da Gmail, SMS, MMS, chiamate e quant’altro.

Ma non finisce qui, giacché è possibile impostare dei profili diversi al fine di controllare i volumi delle chiamate, delle notifiche e delle applicazioni, attivare o disattivare i led per le notifiche e tanto altro ancora.

Ricordiamo comunque che WhoIsIt è un’applicazione assolutamente gratuita, ma per coloro che vogliono di più è possibile effettuare il download della versione PRO che dispone di un numero maggiore di funzionalità, ma è a pagamento alla modica cifra di $1,99.

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Presentiamo perciò un riepilogo delle principali funzioni di questa valida applicazione per Android.

  1. Possibilità di impostare contatti VIP (con impostazioni personalizzate) per Gmail, SMS ed MMS
  2. Permettere ai contatti VIP di suonare/notificare per Gmail, SMS ed MMS anche quando impostato in modalità Silenziosa
  3. Annuncia nome di chi chiama e di chi invia SMS/MMS
  4. Impostare diversi profili di volume e vibrazione
  5. Widget per cambiare velocemente profilo
  6. Disabilita il LED a seconda del profilo
  7. Tasker plugin
  8. Integrazione con Ringleader

Cliccate su Download WhoIsIt Lite per scaricare la versione gratuita.

Cliccate su Download WhoIsIt Full per scaricare la versione PRO, a pagamento.

In conclusione, personalizzare un cellulare Android vi darà l’opportunità di impostare una suoneria differente per ogni  singolo contatto è davvero di estrema utilità, al fine di sapere chi chiama, prima ancora di vedere il display del proprio telefonino.

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