Doctype : piccola guida al significato e all’utilizzo

doctype Doctype : piccola guida al significato e allutilizzo


Il sorgente html di gni pagina web, come i più attenti avranno fatto caso, inizia sempre con alcune righe di codice che, molti, misconoscono. Nulla è messo lì per caso e nulla è ridontante e se c’è ha delle motivazioni ben precise.
Vediamo in dettaglio di cosa si tratta.
Io faccio riferimento al <!DOCTYPE> e a tutte le informazioni in esso contenute. Le specifiche contenute nel DOCTYPE indicano, in pratica, al browser che le interpreta come deve leggere il codice html che segue in base a un set di standards chiamato DTD o Document Type Definition.
Una DTD contiene, ad esempio : quale deve essere l’elemento di partenza del documento (HTML), quali elementi sono ammessi, quali elementi possono essere annidati all’interno di quali elementi e quante occorrenze sono ammesse, quale tipo di contenuto e in che forma può essere inserito all’interno degli elementi ecc


In accordo con il W3C (World Wide Web Consortium) ogni documento (X)HTML deve includere un DOCTYPE.


Ecco quello che si legge all’inzio delle mie pagine web :

<!DOCTYPE html PUBLIC “-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN” “http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd”>

Vediamo singolarmente i termini :

- Html : il tipo di linguaggio utilizzato è l’HTML

- PUBLIC : il documento è pubblico

- W3C : il documento fa riferimento alle specifiche rilasciate dal W3C. Il segno meno davanti significa che le specifiche non sono registrate all’ISO (organizzazione di standardizzazione nternazionale). Se lo fossero state, ci sarebbe stato un “+”

- DTD XHTML 1.0 Transitional : il documento fa riferimento a una DTD (“Definizione del tipo di documento”) e la versione di XHTML supportata è la 1.1 “transitional”

- EN : la lingua con cui è scritta la DTD è l’inglese

Per quel che riguarda l’HTML o XHTML le indicazioni possibili sul DTD sono tre:

  • Strict: è una DTD particolarmente rigorosa: esclude ogni elemento che riguarda il layout (la cui formattazione è affidata all’utilzzo dei CSS) e non è consentito l’uso degli elementi deprecati:
  • Transitional: è una versione temporanea, per consentire il passaggio da una specifica all’altra. Nella DTD transitionali i tag deprecati sono ammeesi. Questa DTD è la più utilizzata e va bene nella maggior parte dei casi:
  • Frameset. È la DTD che riguarda i frames:
Questa vuole essere solo una breve e schematica introduzione al significato del DOCTYPE e per ulteriori approfondimenti sappiate che la rete è ricca di spunti. Basta solo effettuare una bella ricerchina…


Come mostrare il numero di commenti relativo ad ogni utente sul vostro blog Wordpress

numero commenti

Se avete un blog privato oppure gestite un buon numero di utenti registrati, un’opzione interessante potrebbe essere quella di mostrare il numero di commenti lasciati da ogni singolo utente.
Lo scopo potrebbe essere duplice : metterein evidenza chi commenta molto oppure semplicemente tracciare il numero dei commenti relativo ad ogni utente cone arricchimento di informazioni.
Per entrambi gli scopi, la soluzione può essere la seguente.
Incollate la funzione che trovate qui sotto nel punto preciso in cui volete sia visualizzato il numero de commenti. Il mio consiglio è di posizionare l’informazione accanto ad ogni commento lasciato da un determinato utente, ma poi ognuno ha il suo template e fa la sua scelta.


 0';
$comment_counts = (array) $wpdb->get_results("
        SELECT user_id, COUNT( * ) AS total
        FROM {$wpdb->comments}
        {$where}
        GROUP BY user_id
    ", object);

foreach ( $comment_counts as $count ) {
  $user = get_userdata($count->user_id);
  echo 'User ' . $user->display_name . ' totale commenti è ' . $count->total . '
';
}
?>

Logicamente la funzione che trovate qui sopra è personalizzabile ove possibile. Grazie alla fonte.

Pluralink : visualizzare i links in un testo come drop down list

multi links Pluralink : visualizzare i links in un testo come drop down list

Davvero molto interessante questo plugin javascript che consente di mostrare links multipli presenti in un testo come una drop down list.

L’immagine qui sopra è abbastanza esplicativa. Supponiamo che un testo contenga 3 links. Quello che fate solitamente è scrivere sulla stessa linea un link dopo l’altro in una sorta di ripetizione, mentre con Pluralink potete avere una visione di insieme e, così, l’utente saprà subito dove cliccare risparmiando tempo.

Pluralink è disponibile sia in versione js e sia come plugin Wordpress.

Filtrare il MAC Address : come prevenire l’intrusione in una rete wireless

proteggere rete wireless Filtrare il MAC Address : come prevenire lintrusione in una rete wireless
Arieccolo un bel post che prende spunto dai problemi di un amico. Stavolta argomento è rete wireless e prevenzione.

Il problema

Molto semplice : il mio amico compre un router wireless (che è anche modem e access point) e non sa quali precauzioni prendere per evitare intrusioni nella sua rete wireless. Intrusioni che, ormai, vanno più di moda di quanto potete pensare.
Accanto ai classici consigli che vi riassumo al volo qui sotto ho pensato in particolare ad uno che, di solito, in molti sottovalutano perché, sicuramente, nemmeno troppo esperti. Ma andiamo con ordine riassumendo velocemente alcune regole che sarebbe bene osservare per evitare intrusioni pericolose (o almeno limitare il più possibile) sulla vostra rete wireless.

I Consigli

Li avrete letti e straletti, ma un ripasso veloce non fa mai male.

1. Cambia e crea un’unica password sul tuo router (l’operazione è fattibile dal pannello di controllo del router stesso). Vi ricordo che qui trovate un database utile con tutt i i valori di default di user e password per i router, modem ecc. Una volta effettuato il primo accesso cambiate le credenziali perchè se restassero quelle stabilite del produttore sarebbero banalmente rintracciabili da tutti.
2. Cambia il SSID al tuo router wireless rispetto a quello impostato come default (che, furbata dei produttori, spesso coincide con il nome del fabbricante!!). Per un intruso non è difficile arrivare a conoscere il SSID di default di una rete wireless. Se avete un router Netgear, il SSID indovinate quale sarà? Vabbè Netgear naturalmente…
3. Cripta il tuo segnale wireless. Le scelte sono fra il Wep, metodo più utilizzato e sicuro, il Wpa e il nuovo Wpa2. Anche questa operazione è configurabile sui vari settings del router.

Il filtro del MAC Address

Come detto prima, i tre precedenti sono i consigli standard da mettere in pratica senza se e senza ma se si vuole davvero irrobustire la propria rete wireless contro gli intrusi (non necessariamente hacker, va detto).
Filtrare il MAC Address, inoltre, è un’operazione ulteriore che rafforza ancora di più la cosa e davvero andrebbe sempre preso in considerazione. Ma andiamo con ordine.
Il MAC Address,detto anche indirizzo fisico, indirizzo ethernet o indirizzo LAN, è un codice di 48 bit assegnato in modo univoco ad ogni scheda di rete ethernet prodotta al mondo. Rappresenta in sostanza un nome per un particolare dispositivo di rete. Quindi, due schede di rete in due diversi calcolatori avranno due diversi nomi (e quindi diversi indirizzi MAC). In poche parole ha lo stesso significato dell’IP di ogni macchina che sta in rete anche se, logicamente, non è la stessa cosa.
Per aggiungere, quindi, uno strato di protezione alla tua rete wireless, nessuno ci vieta di filtrare la nostra rete wireless per MAC Address. Cioè? In pratica i soli devices collegati al router con i realitivi MAC Address saranno abilitati ad accedere alla rete, il resto no.
Ogni device (desktop, notebook, iPhone) collegato al router wireless avrà il suo MAC Address e, pertanto, solo quelli i cui MAC Address sono abilitati potranno accedere alla rete.
Qui, intanto, trovate tutti i modi per sapere velocemente (in base al sistema operativo installato) quale è il MAC Address della vostra scheda di rete. Una volta reperiti tutti i MAC dei vari devices, sempre sui settings del router troverete di sicuro la voce ‘MAC Filter’ o simili per poter aggiungere i soli MAC Address abilitati a navigare in rete.

Conclusioni

Va precisato che nessuna delle regole sopra esposte (a cui qualcuno aggiunge il fatto di limitare anche la portata del segnale wireless se avete una casa piccola e non serve, quindi, che arrivi a molte decine di metri) vi garantisce sicurezza assoluta. Ma, come per tutte le cose, fare prevenzione è sempre meglio che risolvere danni dovuti a qualche intruso maleintenzionato.

Photo Booth : catturare immagini da webcam

photo booth
Avete presente quei blog in cui avete la possibilità di scattare e catturare una foto da webcam? Un servizio comodo e che vi dà la possibilità di implementare una cosa simile è Photo Booth .
Si tratta di una piccola applicazione in Flash il cui script è in AS3 e PHP5 e potete implementarlo all’istante sul vostro blog prelevando il codice a disposizione.
Eccovi una demo molto esplicativa anche se già l’immagine introduttiva è abbastanza esplicita.

Come Google può aggiustare il ranking basandosi su modelli di ricerca

L’Esempio

Immaginate che un numero consistente di persone effettui una ricerca con la chiave ‘mela‘, poi ‘pera‘ e quindi ‘banana‘. Infine, scelga di cliccare e accedere alla pagina http://www.example.com/fruit.htm presente fra i risultati della ricerca.
Google memorizza le informazioni ricevute sia in fatto di query logs (le chiavi ricercate anche se non secondo quell’ordine, logicamente) e sia in fatto di clicks logs (aver scelto proprio la pagina http://www.example.com/fruit.htm) e stabilisce, appunto, che un numero statisticamente consistente di utenti, dopo aver effettuato la ricerca per le chiavi suddette, accedete proprio alla pagina suddetta.
Ora immaginate che un altro numero di utenti effettui una ricerca con le chiavi ‘mela‘, ‘arancio‘ e ‘pera‘ e, al termine, acceda sempre alla stessa pagina del precedente esempio : http://www.example.com/fruit.htm
Google potrebbe aggiustare il ranking per la pagina http://www.example.com/fruit.htm per tutti gli utenti che utilizzano i due modelli citati sopra per una ricerca.

Senza ulteriori giri di parole preferisco postarvi le parole che sgorgano direttamente dalla fonte del motore di ricerca :


Click logs and query logs are processed to identify statistical search patterns. A search session is compared to the statistical search patterns. Content items responsive to a query of the search session are identified, and a ranking of the content items is adjusted based on the comparison.

Fonte : Seo by The Sea

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